Intelligenza artificiale e Organismo di Vigilanza: una nuova sfida per la compliance 231
È disponibile il nuovo libro di Luca Lezzerini: L’uso dell’intelligenza artificiale nell’attività dell’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. n. 231/2001 – Guida di compliance
L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più rapidamente nei processi aziendali e, inevitabilmente, anche nelle attività di controllo, audit, analisi documentale e vigilanza.
Per un Organismo di Vigilanza, tuttavia, la questione non è soltanto capire se e come l’IA possa essere utile.
La domanda più importante è un’altra:
come utilizzare strumenti di intelligenza artificiale senza compromettere la compliance, l’autonomia di giudizio, la riservatezza, la tracciabilità delle verifiche e la responsabilità dell’OdV?
Da questa domanda nasce il nuovo volume:

Non un manuale per “imparare a usare l’IA”
Il libro parte da una distinzione fondamentale.
Non è un manuale di prompt engineering, non insegna a utilizzare ChatGPT o altri strumenti generativi e non propone tecniche per ottenere risposte migliori dall’intelligenza artificiale.
Il suo obiettivo è diverso e, per chi opera nella compliance, probabilmente più importante:
comprendere come mantenere un adeguato presidio di conformità quando l’intelligenza artificiale viene utilizzata nell’attività dell’Organismo di Vigilanza.
L’IA può certamente rendere più efficienti alcune attività: può supportare l’analisi di grandi quantità di documenti, aiutare nell’individuazione di anomalie, assistere nella preparazione delle verifiche, facilitare la ricerca e contribuire alla rielaborazione delle informazioni.
Ma efficienza non significa automaticamente affidabilità.
Un sistema generativo può sbagliare, inventare informazioni plausibili ma inesistenti, omettere elementi rilevanti, trattare dati che non dovrebbero essere inseriti nel sistema o indurre il professionista ad affidarsi eccessivamente al risultato prodotto.
Per questo, quando l’IA entra nell’attività dell’OdV, deve essere governata.
La domanda non è “cosa può fare l’IA?”, ma “a quali condizioni possiamo utilizzarla?”
Il volume affronta il tema da una prospettiva giuridica, organizzativa e operativa.
Al centro non c’è la tecnologia in sé, ma il sistema di controlli necessario per utilizzarla in modo compatibile con il ruolo e le responsabilità dell’Organismo di Vigilanza.
Tra i temi affrontati:
- il rapporto tra intelligenza artificiale e sistema di responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001;
- l’utilizzo dell’IA nelle attività di analisi documentale, monitoraggio, audit e supporto alle verifiche;
- i limiti dell’automazione e il ruolo imprescindibile del controllo umano;
- AI Act e normativa italiana sull’intelligenza artificiale;
- GDPR, riservatezza e trattamento dei dati;
- whistleblowing e protezione delle informazioni sensibili;
- tracciabilità, verificabilità e documentazione delle attività svolte con il supporto dell’IA;
- gestione del rischio di errori e “allucinazioni” dei sistemi generativi;
- rischio di automation bias e affidamento eccessivo sulle risposte prodotte dagli algoritmi;
- criteri organizzativi per selezionare, autorizzare e governare gli strumenti utilizzati dall’OdV;
- conservazione delle evidenze e ricostruibilità del processo decisionale.
L’IA come supporto, non come sostituto dell’OdV
Uno dei principi che attraversa l’intero volume è semplice:
l’intelligenza artificiale può supportare il giudizio professionale, ma non deve sostituirlo.
La responsabilità della verifica, della valutazione e delle conclusioni resta in capo alle persone.
Questo è particolarmente importante nell’attività dell’Organismo di Vigilanza, dove autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d’azione non possono essere delegate a un sistema algoritmico.
Una risposta prodotta dall’IA non è, di per sé, una prova.
Un’analisi automatizzata non è, di per sé, una verifica.
Un documento generato automaticamente non sostituisce la valutazione critica dell’OdV.
La tecnologia può ridurre tempi e aumentare la capacità di analisi. Ma deve restare inserita in un processo nel quale siano chiaramente definiti controlli, responsabilità, limiti, verifiche e tracciabilità.
Un tema che riguarda già il presente
La questione non appartiene a un futuro lontano.
Molti professionisti utilizzano già strumenti di intelligenza artificiale, talvolta anche senza che esistano procedure formalizzate per disciplinarne l’impiego.
È proprio in questa fase che diventa importante passare da un utilizzo spontaneo a un utilizzo consapevole e governato.
Per gli Organismi di Vigilanza questo significa interrogarsi, ad esempio, su quali informazioni possano essere inserite nei sistemi, quali strumenti siano autorizzati, come verificare le risposte generate, come documentare il contributo dell’IA a una determinata attività e come evitare che una maggiore efficienza produca, paradossalmente, una minore qualità del controllo.
Una guida di compliance per chi deve governare il cambiamento
Il libro è rivolto in particolare a:
componenti di Organismi di Vigilanza, professionisti della compliance, responsabili legali, internal auditor, risk manager, DPO, consulenti e, più in generale, a chi si trova a integrare strumenti di intelligenza artificiale nei sistemi di controllo aziendale.
L’obiettivo non è frenare l’innovazione.
È renderla utilizzabile in modo responsabile, documentabile e coerente con il quadro normativo e con i principi del sistema 231.
Perché l’intelligenza artificiale può cambiare profondamente gli strumenti con cui lavoriamo.
Ma, anche quando cambiano gli strumenti, il valore del diritto resta nelle persone che lo interpretano e lo applicano.
Luca Lezzerini
L’uso dell’intelligenza artificiale nell’attività dell’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. n. 231/2001 – Guida di compliance
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